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UN RAPPORTO DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ SULLA TUBERCOLOSI RIFERISCE CHE I GOVERNI NON RIESCONO A FERMARE L’EPIDEMIA GLOBALE DI TBC

UN RAPPORTO DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ SULLA TUBERCOLOSI RIFERISCE CHE I GOVERNI NON RIESCONO A FERMARE L’EPIDEMIA GLOBALE DI TBC

Il più recente rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) rivela che i governi non riescono a contrastare l’epidemia globale di tubercolosi (TBC), che per il secondo anno consecutivo si riconferma come il killer più spietato tra le malattie infettive a livello globale.

Il numero di casi stimato è aumentato da 9,6 milioni nel 2014 a 10,4 milioni nel 2015 e il numero di decessi per TBC ha raggiunto, lo scorso anno, ben 1,4 milioni in tutto il mondo. In 400.000 casi era presente un’infezione concomitante di tubercolosi e HIV/AIDS.

In seguito a ciò, l’OMS ha avvertito che, se i governi di tutto il mondo non aumenteranno gli sforzi per combattere la TBC, l’obiettivo di ridurre i decessi per TBC dell’80% entro il 2030, come stabilito nella WHO End TB Strategy (la strategia globale per sconfiggere la TBC definita dall’OMS), non verrà raggiunto.

La Dottoressa Margaret Chan, Direttore generale dell’OMS, ha affermato: “È necessario intensificare notevolmente gli sforzi, o i governi resteranno sempre un passo indietro rispetto a questa epidemia mortale e i nostri ambiziosi obiettivi non verranno raggiunti”.

Secondo l’OMS, i ceppi dell’infezione resistenti agli antibiotici costituiscono un altro grande problema nella lotta contro la malattia: secondo una stima, in 480.000 dei nuovi casi di TBC nel 2015 si trattava di ceppi multifarmaco-resistenti.

Nel definire ciò che è possibile fare per ridurre il numero dei casi e dei decessi per TBC, l’OMS stima che siano necessari 1 miliardo di dollari all’anno per accelerare lo sviluppo di nuovi vaccini, strumenti diagnostici e farmaci per trattare la malattia.

Per ulteriori informazioni sulla tubercolosi consulta le nostre schede informative:

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